Satoshi Nakamoto: la mente dietro Bitcoin

2008, USA, La Grande Recessione.

 

Una delle più gravi crisi economiche mondiali, seconda solo alla Grande Depressone del 1929, partita negli Stati Uniti in seguito allo scoppio di una bolla del settore immobiliare. Nel giro di pochi mesi, si espanse in tutto il mondo.

 

Recessione mondiale e crisi creditizia portarono alla distruzione della fiducia nelle banche, nelle istituzioni finanziarie e negli intermediari da parte delle persone.

 

Citando un post di Silvia Jones:

 

“…molte persone iniziarono a chiedersi cosa fosse veramente il denaro e se questo avesse un valore intrinseco.

 

Nello stesso anno, una soluzione che poteva cambiare il mondo a livello economico/culturale, una filosofia di vita, la decentralizzazione.

 

Questo vento del cambiamento ha preso semplicemente il nome di Bitcoin.”

 

 

Bitcoin è la risposta che la società stava cercando.

 

Era il lontano 2008. Iniziò a cambiare qualcosa. Un individuo (o forse un gruppo) aveva trovato la risposta alla domanda. Il suo nome era SATOSHI NAKAMOTO.

 

Io devo tanto a Satoshi, mi ha aperto gli occhi, mi ha cambiato la vita, mi ha donato un’opportunità. Se oggi posso intravedere un futuro senza istituzioni (finanziarie e non) è proprio grazie a costui.

 

Chi è questo Satoshi?

 

Questa domanda, ad oggi, non trova ancora una risposta. Non sappiamo se si tratta di un individuo o di un gruppo di persone, l’unica cosa certa è che Satoshi Nakamoto è un semplice pseudonimo utilizzato per proteggere l’identità del creatore di Bitcoin. Si ipotizza che si tratti di un (o più) hacker appartenenti al CYPHERPUNK, movimento nato nei primi anni ’90 ed il cui nome cerca di richiamare i Cyberpunk, esponenti che, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, si “ribellavano” al cambiamento imposto dalla società. Più specifica l’azione dei Cypherpunk il cui termine cypher significa crittografare e punk indica, per l’appunto, la ribellione contro i poteri forti.

 

Matematica, informatica, crittografia e game theory, un mix dal quale nasce Bitcoin: “The first Peer-to-Peer Electronic Cash System”.

 

Alla fine del 2008, la creatura di Satoshi venne alla luce ed iniziò a diventare argomento di discussione tra programmatori, hacker, visionari, rivoluzionari e anarchici. Ad accompagnare questa creazione, un documento: IL WHITEPAPER. Non fatevi ingannare dal titolo, non si tratta di un foglio bianco. Il Whitepaper è senza dubbio il testo perfetto per argomentare la risposta alla domanda precedente.

 

Bitcoin rappresenta la soluzione alla domanda:

 

Si può creare un sistema economico basato sulla fiducia e privo di una terza parte che agisce da intermediaria?

 

A quanto pare sì.

 

Bitcoin è questo: il primo esperimento economico/monetario su scala globale in grado, una volta per tutte, di restituire il controllo del proprio denaro ai singoli individui e di eliminare ogni intermediario, banca centrale o governo.

 

La crisi dei Subprime ne ha lasciati molti “con il culo per terra” e nonostante questo, oggi, nel 2019, le persone preferiscono ancora affidare il proprio denaro ad una terza parte che lo gestisca per loro.

 

Io ho aperto gli occhi e grazie a Satoshi, oggi, ho un’alternativa.

 

Se da una parte la bolla di internet ha portato alla creazione di colossi centralizzati, dall’altra quella di Bitcoin insegnerà alle persone il significato della parola decentralizzazione.

 

Satoshi fondò un blog nel 2009, lo storico Bitcointalk.org. Come potete vedere da qui la sua ultima attività risale al dicembre del 2010. Sono passati quasi 9 anni ormai da quel giorno e di Nakamoto non si ha la benché minima traccia.

 

Leggendo tra le righe possiamo intuire questo: Satoshi ha creato questo protocollo e lo ha lasciato nelle mani delle persone. Partendo dai suoi fedelissimi seguaci, ai quali si sono successivamente aggregati programmatori ed informatici di tutto il mondo, oggi Bitcoin è nostro.

 

Grazie Satoshi per questo incredibile dono, te ne saremo per sempre grati.

 

Mondo Marcio – Il primo



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